and so?
Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi d'una scienza dimenticata; mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - d'un tratto, sentii un colpo leggero, come di qualcuno che leggermente picchiasse - pichiasse alla porta della mia camera. -- « È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta della mia camera » -- Questo soltanto, e nulla più.
Giorno 04 - Un fumetto che sa come commuoverti
0 comments @ giovedì 5 settembre 2013 ; 15:31


Domanda difficile, semplicemente perché riesco a commuovermi anche fissando il vuoto.
Nominerò quindi un'autrice che è riuscita a farmi commuovere con tutte le sue storie.





Riyoko Ikeda

Probabile che molta gente storcerà il naso a sentirla nominare: per me, è semplicemente grandiosa. 
L'opera che tra tutte è riuscita a farmi versare più lacrime è sicuramente "Caro fratello". Una piccola meraviglia, uno dei miei shoujo preferiti


La Sorority mi ha fatto conoscere le cattiverie delle persone, l'amore e l'odio della gente... la bellezza, la viltà  e la tristezza delle donne... una tristezza che congela il cuore... tutto grazie alla Sorority


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Giorno 03 - Un fumetto che ha segnato la tua infanzia
0 comments @ martedì 3 settembre 2013 ; 15:14


 

Dire che Witch ha segnato la mia infanzia è riduttivo.
Nonostante in casa mia girassero ben altri fumetti sin da quando ero piccola (Lupo albero, sturmtruppen, cattivik,  asterix&obelix ed ovviamente tutti i vari topolino/paperino/etc..) quello a cui sicuramente sono più affezionata è questo. 
Il primissimo numero che mi ritrovai tra le mani fu il 7: Witch era quindi iniziato da pochissimo.
Era il 2001, avevo 8 anni e mi piaceva disegnare poco più degli altri bambini. Mi divertiva, certo, ma non gli davo così tanta importanza. Eppure, quando finii quel giornaletto, regalo di mia madre... non avevo parole. Fu tra i miei primi pensieri: voglio disegnare.
Ma non volevo disegnare la solita casetta con l'albero, il solito mare con i gabbiani. Volevo disegnare loro. Volevo creare una storia, volevo prendere le mie matite e colorarla. 
Ecco perché Witch segnò la mia infanzia, perché fu quello che mi diede la spinta, che accese dentro di me l'amore per i fumetti e soprattutto per i disegni. Non leggevo più solo per ridere o per vedere come andava la storia. Leggevo per ammirare i disegni, per copiarli, per inventarne di miei. 

Quindi grazie a Elisabetta Gnone, a Barbucci&Canepa e alla disney per aver creato questa piccola meraviglia. Custodisco ancora i vecchi volumi, gli speciali, i vari gadget: sono davvero parte della mia infanzia. 




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